Pastorale Giovanile

1.Pastorale giovanile come “idea” semplice e profonda 

L’idea della pastorale giovanile è in sé molto semplice ed è riconducibile alle due parole che la compongono: una più generale e onnicomprensiva, “pastorale”; ed una più specifica, “giovanile”. Innanzitutto si tratta di “pastorale”. “Pastorale” significa che non è mai possibile prescindere dal contesto in cui si opera e dai destinatari dell’azione ecclesiale. Non esiste infatti Vangelo né azione pastorale senza riferimento intrinseco al contesto sociale-storico in cui si opera e alle persone concretamente esistenti. In secondo luogo “giovanile”: con tale termine si intende attestare che i 

destinatari privilegiati e i protagonisti di questa azione pastorale sono i giovani. Si tratta quindi di una pastorale “con i giovani” e “per i giovani”. Si tratta quindi di un’esperienza di Chiesa, in cui la comunità ecclesiale si fa vicina ai giovani e con essi edifica se stessa, accompagnandoli ad essere discepoli e apostoli del Signore.

2. Pastorale giovanile come “prospettiva” originale 

La pastorale giovanile emerge così come un punto di vista originale da cui guardare il mondo, la Chiesa e soprattutto i giovani. Esso è guidato dalla fede, che ha a cuore lo sviluppo integrale e integrato di ogni giovane. Contrariamente a quanto tante persone oggi pensano, la fede non sostituisce né mortifica ciò che è umano, ma offre all’umano un compimento pieno e abbondante

3. Pastorale giovanile come “stile” di prossimità 

Concretamente la prima e più importante declinazione della pastorale giovanile è la vicinanza, la simpatia e la stima nei confronti dei giovani e del loro mondo. È un modo di essere Chiesa nel mondo giovanile oggi: prendendo sul serio l’esperienza del Dio-con-noi, del Dio incarnato, del Dio che si fa prossimo ad ogni uomo, l’azione della pastorale giovanile promuove in ogni sua azione il contatto e la vicinanza, l’amicizia e la corresponsabilità con i giovani.

4. Pastorale giovanile come partecipazione alla “passione” del Figlio 

Riconosciamo che la pastorale giovanile è un dono che Dio fa alla sua Chiesa: è la partecipazione alla sua passione d’amore per tutti i giovani. Essere appassionati dei giovani non è semplicemente un’attrazione sensibile o una simpatia umana: è invece, in un senso forte ed evangelico, la condivisione del modo in cui Cristo ha amato e ama la sua Chiesa e il mondo intero: donando la sua vita. La passione del Figlio, il quale offre la sua vita perché tutti abbiano la vita, rimane il riferimento fondamentale e il contenuto sostanziale per ogni azione di pastorale giovanile che voglia proporsi come autenticamente cristiana. Partecipare dei sentimenti del 

Figlio Gesù significa dare contenuto e profondità alla pastorale giovanile, che non può limitarsi ad un superficiale e sterile “giovanilismo”.

5. Pastorale giovanile come “missione” concreta 

La declinazione fondamentale della pastorale giovanile fa perno attorno al legame genetico tra educazione ed evangelizzazione, che si relazionano in modo non distinto e non confuso.

6. Pastorale giovanile come “frontiera” in movimento 

I giovani non sono mai gli stessi, ma una frontiera continuamente in movimento. La loro condizione è quella di sismografi della contemporaneità e di sentinelle che scrutano e anticipano continuamente il futuro.

7. Pastorale giovanile come “luogo” di appuntamento 

È possibile e doveroso pensare alla pastorale giovanile come “luogo” in cui tutti coloro che hanno a cuore il bene dei giovani si danno appuntamento. Essa fa perno sull’azione ecclesiale ed anche sulle sue strutture, ma non disdegna, anzi ricerca, il coinvolgimento di tutti coloro che desiderano ed hanno a cuore il bene dei giovani. Chi opera all’interno della pastorale giovanile fa di tutto per creare coinvolgimento del maggior numero di persone e istituzioni, per cercare alleanze trasversali per la promozione dei giovani, per aprire ovunque varchi di amicizia e simpatia. Sia all’interno della compagine ecclesiale (territorio, carismi e movimenti) che nel dialogo con il mondo (istituzioni educative, sociali e civili) è necessario lavorare insieme, secondo una spirito capace di far emergere una vera e propria “profezia di fraternità”. In questo senso la pastorale giovanile ha un compito di coordinamento e di servizio. 8. Pastorale giovanile come “verbo all’infinito” da coniugare 

Come la missione della Chiesa è unica e le forme pastorali assunte nel tempo e nello spazio sono molteplici, così la pastorale giovanile è da pensare come un verbo all’infinito, che va continuamente declinato nello spazio e nel tempo, ovvero attraverso strutture, attività e opere diversificate, che però devono avere una loro consistenza e necessità, se non vogliono essere astratte e insignificanti. La parrocchia, la scuola, la famiglia, l’oratorio, il tempo libero, la catechesi, la liturgia, l’educazione, la comunicazione sociale, la politica, il disagio e così via diventano le concretizzazioni storiche vincolanti che devono agire in un’ottica sinfonica e non concorrenziale.